Crescita, fisco e occupazione: ci sono anche le raccomandazioni all’Italia nel rapporto dell’Osce “’Going for Growth’, presentato ieri al G20 finanziario di Shanghai.

Per quanto riguarda il tema del lavoro l’Ocse incalza l’Italia a “portare avanti il riequilibrio della protezione dal posto di lavoro al reddito del lavoratore, riducendo il dualismo del mercato con assunzioni e licenziamenti più flessibili e procedure legali più prevedibili e meno costose”, e ad “accentuare le politiche attive del lavoro, in particolare concentrando le risorse sui disoccupati di lungo periodo”. Nel documento è presente anche un riconoscimento all’attività riformatrice condotta negli ultimi anni dal nostro governo: passi avanti importanti che sono stati compiuti su questo fronte con la creazione dell’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, un “nuovo contratto con procedure di interruzione meno costose e un sistema di tutele crescenti” affiancato da “sussidi di disoccupazione universali condizionati alla partecipazione a programmi”, e “rilevanti decreti mirati a migliorare l’efficienza dei tribunali civili nei casi di bancarotta”.

Sulle politiche fiscali è necessario – sottolinea il rapporto – che l’Italia debba migliorare l’efficienza, “riducendo le distorsioni e gli incentivi ad evadere, riducendo gli elevati tassi nominali di imposizioni e abolendo diverse spese fiscali”.

Le prospettive di crescita globale rimangono però offuscate nel breve termine, con le economie emergenti che perdono spinta, il commercio mondiale che rallenta e la ripresa nelle economie avanzate ancora zavorrata dalla persistente debolezza degli investimenti. Secondo l’Ocse sono necessarie “riforme strutturali, combinate con politiche di sostegno alla domanda”, per “aumentare in modo durevole la produttività e la creazione di posti di lavoro”.

(Sebastiano Catte, com.unica 26 febbraio 2016)

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