I ricordi di un’ebrea profuga in Svizzera, della cui identità si sa molto poco. Si tratta del libro Niente su cui posare il capo, edito da Guanda, che uscirà nelle librerie italiane il prossimo 11 febbraio e di cui il ‘Corriere della Sera’ pubblica la prefazione scritta dal Nobel per la Letteratura Patrick Modiano.

“La strana impressione che ho provato leggendo Niente su cui posare il capo – scrive Modiano – è la stessa che a volte ci coglie quando sentiamo la voce di una persona di cui non distinguiamo il viso nella penombra raccontarci qualche episodio della sua esistenza. Mi ha ricordato i viaggi notturni della mia giovinezza”. “Il percorso che sceglie a caso mi è familiare – prosegue lo scrittore francese. Sente il mormorio di una fontana che sentivo anch’io, nelle silenziose, roventi ore del primo pomeriggio in riva al lago, in fondo alla passeggiata del Pâquier. Un nuovo tentativo di varcare illegalmente la frontiera svizzera va a buon fine. Alla stazione degli autobus di Annecy prendevo spesso la corriera per Ginevra. Avevo notato che passava la dogana senza mai subire il benché minimo controllo. Ciò nonostante, avvicinandomi al confine, dalla parte di Saint-Julien-en-Genevois, sentivo sempre una leggera stretta al cuore. Forse aleggiava ancora nell’aria il ricordo di una minaccia”.

(com.unica, 8 febbraio 2016)

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