Venerdì 11 dicembre (ore 17,00)  presso la Biblioteca Statale “Antonio Baldini di Roma (Via di Villa Sacchetti, 5) Pino Pelloni e Giovanna Napolitano presentano al pubblico il libro di Cesare Erario ed Eugenio M. Beranger “Académie Vitti, 49 Boulevard Montparnasse, Paris. La storia e i protagonisti (1889-1914). L’incontro, promosso nell’ambito dell’attività divulgativa della Fondazione Levi-Pelloni, si avvarrà della presenza di  Cesare Erario.

Un libro che racconta la vita di Cesare e delle tre sorelle Caira, ex modelli ciociari partiti nel XIX secolo alla volta di Parigi e rientrati in Italia dopo lo scoppio della Grande Guerra. Un’avvincente storia d’amori, d’arte, di pittori e di modelli, di nudi e tavolozze. Una storia sullo sfondo d’un temps perdu, degna d’un film (con dentro anche un pizzico di Paul Gauguin, e che sta dietro alla nascita, nel 2013, di un’interessante e curiosa Casa-Museo in quel di Atina, paese di cinquemila anime in provincia di Frosinone: il Museo Académie Vitti, dedicato alla vicenda umana e professionale degli artisti e modelli Cesare Vitti e delle tre sorelle Caira: Maria (moglie di Cesare), Giacinta e Anna, i quattro fondatori nella Ville Lumière dell’omonima Scuola-Atelier d’arte che ebbe sede a Singolare, l’Académie Vitti, anche perché nata come scuola per sole donne (dal 1900 aprirà i battenti anche ai maschi), alle quali era qui permesso esercitarsi anche con modelli integralmente nudi.

E fu forse anche per questo che la scuola, nei suoi 25 anni d’attività, divenne meta prediletta di aspiranti pittrici e scultrici del Nordamerica, signorine di più aperte vedute e di cultura per lo più protestante. A questo proposito è legato uno dei tanti aneddoti sulla storia dell’atelier: la famiglia Caira-Vitti affittava nei finesettimana il sottotetto di Montparnasse al pastore protestante per le sue prediche; costui era il padre di Sylvia Beach, futura fondatrice della storica libreria Shakespeare and Company, prima editrice dell’Ulisse di Joyce nonché figura-chiave nella Parigi-mito dei folli anni Venti. E fu qui che Sylvia giovane si trovò a posare come modella per Cesare Vitti, scultore oltre che modello lui stesso. Altra caratteristica della Scuola l’aver avuto tra i suoi maestri, a più riprese, artisti del calibro di Paul Gauguin — che in una lettera del 1894 pubblicata nel volume si firma, appunto, artiste peintre et professeur de l’Académie Vitti — o di Jacques-Émile Blanche, celebre ritrattista di Proust.

(Elena Ciotta/com.unica 7 dicembre 2015)

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