Nell’infuocato calderone mediorentale, diverse e piste aperte per l’attentato di ieri sera a Istanbul: dai curdi del Pkk ai jihadisti che combattono in Siria. Si radica intanto una certezza: i tempi duri non sono finiti. Anche grazie alle guerre del governo Erdogan, in Siria e contro i curdi, e soprattutto dopo l’abbattimento del jet russo la settimana scorsa, il paese ritorna a vivere una instabilità pericolosa. Tutti si aspettano il nuovo episodio, la nuova puntata di una storia che sarà ancora lunga e violenta”.

(com.unica, 2 dicembre 2015)

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