Dopo la decisione dell’Unione Europa di etichettare i prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani in Cisgiordania, il Primo ministro d’Israele Benjamin Netanyahu ha annunciato che sospenderà i rapporti diplomatici con la diplomazia di Bruxelles, in particolare escludendo l’Ue dal tavolo per la riapertura del processo di pace con i palestinesi.

Il quotidiano ‘La Stampa’ parla di “ritorsione” da parte di Netanyahu che investe le istituzioni di Bruxelles – a cominciare dal ministro degli Esteri europeo, Federica Mogherini – ma non singoli Stati. Secondo il ‘Corriere della Sera’, la mossa israeliana non avrà grandi ripercussioni “perché l’Ue da anni ha un ruolo marginale nei negoziati israelo-palestinesi. E infine, cosa più importante, perché i negoziati non ci sono”.

‘La Repubblica’ invece sottolinea che la sospensione dei rapporti diplomatici suscita perplessità anche negli ambienti più vicini a Netanyahu: “Scrive Dan Margalit, columnist del filogovernativo Israel Ha Yom, che con la decisione di oggi il governo di Israele sembra ‘aver perso la bussola’”.

(com.unica, 30 novembre 2015)

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