“L’Italia deve preoccuparsi, prendere atto che non esistono zone franche, soppesare le parole, capire che l’odio antiebraico, camuffato da odio antisionista, ha già provocato in Europa lutti atroci in questi ultimi anni” scrive Pierluigi Battista sul ‘Corriere della Sera’. Ad essere ricordato anche un passaggio dell’intervista al presidente iraniano Rohani, pubblicata il giorno precedente sul quotidiano.

“Rohani – scrive Battista – ha detto testualmente di ‘amare l’ebraismo’ e di rispettare le ‘religioni monoteiste’. Un’apertura importante e significativa, quando anche in Europa gli ebrei vengono uccisi dai combattenti fondamentalisti dell’islamismo politico. Un’apertura tanto più importante perché può dare un segnale molto forte nella visita del presidente iraniano in Italia. Tuttavia c’è un ‘però’ che raggela gli animi e torna a demonizzare l’esistenza stessa dello Stato di Israele proprio quando cittadini ebrei e israeliani sono colpiti dal odio degli accoltellatori, dai militanti del terrore che non fanno distinzione tra ebrei e sionisti”.

Il presidente iraniano dice infatti di capire l’odio non per gli ebrei ma per lo Stato di Israele. “Ma – sottolinea Battista – non si possono rispettare gli ebrei e odiare il fatto che gli ebrei abbiano un loro Stato: lo Stato di Israele è lo Stato degli ebrei, che la comunità internazionale ha sancito con una risoluzione dell’Onu”.

(com.unica, 13 novembre 2015)

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