In aperta polemica con Netanyahu, Amos Oz ha annunciato l’intenzione di non accettare più inviti per eventi da parte delle diverse ambasciate israeliane nel mondo. Oz, che è uno dei più grandi scrittori israeliani ed è conosciuto per le sue posizioni politiche progressiste, ha motivato la sua decisione con “la radicalizzazione della politica dell’attuale governo”.

Già qualche mese fa lo scrittore si era espresso in maniera nettamente critica nei confronti del governo del suo paese, definito “il regime dei rabbini delle colline”, in quanto profondamente ispirato da partiti come “La Casa ebraica” (il partito sionista erede del partito nazionalista Mafdal) e il Likud, che starebbero trascinando di fatto il popolo di Israele verso una guerra con il mondo intero.

Amos Oz ha tuttavia voluto precisare che la sua mancata partecipazione agli eventi organizzati dal governo del suo paese non significa stare dalla parte del movimento BDS per il boicottaggio di Israele, movimento in cui non si riconosce affatto. Dal Ministero degli Esteri si è preferito non replicare: “In ragione del nostro rispetto nei confronti di Amos Oz – si legge in un laconico comunicato – noi scegliamo di non commentare le sue affermazioni”.

(com.unica, 6 novembre 2015)

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