Ormai non sembra esserci più alcun dubbio: “è stata una bomba a provocare lo schianto dell’aereo russo”. La rivelazione è stata fatta nella serata di oggi nell’ufficio di Downing Street del premier inglese David Cameron, che ha ricevuto proprio oggi il Presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi.

L’annuncio è arrivato dopo che per tutta la giornata si sono susseguite delle voci che hanno contribuito ad avvalorare la tesi della pista terroristica. Come quella, proveniente dalla Cnn, secondo la quale un satellite americano avrebbe intercettato un lampo di calore anomalo che farebbe pensare a una bomba o a un motore in fiamme. Inoltre le registrazioni avrebbero rilevato dei rumori di fondo anomali rispetto a un normale volo di linea e tra i resti dell’Airbus sarebbero stati ritrovati elementi che non appartengono al velivolo e che potrebbero costituire la prova della presenza di un esplosivo.

Intanto, mentre le indagini procedono con cautela, sono undici le compagnie aeree che hanno deciso di non sorvolare più la zona. Lo stesso governo inglese ha ordinato la «sospensione immediata» di tutti i voli in partenza da Sharm el-Sheik, l’aeroporto sul Mar Rosso da dove l’aereo era partito con oltre 200 persone a bordo.  

Lo Stato Islamico (Isis) da parte sua continua a rivendicare l’abbattimento dell’aereo: “Siamo stati noi, non riveliamo come abbiamo fatto, lo faremo nel momento che riterremo opportuno”.  

(com.unica, 4 novembre 2015)

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