Erano 224 le persone a bordo dell’aereo civile russo della compagnia MetroJet schiantatosi ieri mattina sulle montagne del Sinai dopo 30 minuti dal suo decollo a Sharm el-Sheikh, in Egitto. Poche ore dopo è arrivata la rivendicazione dello Stato Islamico, ma Il Cairo e Mosca smentiscono, parlando di un guasto tecnico.

In attesa dell’analisi delle scatole nere, Air France e Lufthansa hanno fatto sapere che per il momento non sorvoleranno la zona del Sinai. Su Libero viene sottolineata la collaborazione del Magen David Adom con la Mezza Luna Rossa per mettere a disposizione dei soccorritori alcune ambulanze e l’appoggio offerto dall’aeronautica militare israeliana all’esercito egiziano con droni e aerei per aiutare nella ricerca dei resti dell’aereo. Nel paese, scrive il quotidiano, fin dai primi momenti dallo schianto “si dava alta la possibilità che l’aeromobile fosse stato abbattuto da un missile terra-aria lanciato dai ribelli affiliati ad Al Qaeda o al Califfato”.

(com.unica, 1 novembre 2015)

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