A pochi giorni dal ventennale lo scrittore Etgar Keret riflette sull’assassinio di Yitzhak Rabin e sulle conseguenze che questa azione ha avuto nel processo di pace con i palestinesi. Una riflessione, pubblicata dal “Corriere della Sera”, che contiene un duro atto d’accusa nei confronti della società israeliana e della sua leadership. “Lo stesso popolo che ha pianto la morte dell’amato sovrano – scrive Keret – ha scelto Netanyahu subito e senza esitazione, accantonando completamente l’idea della pace, rieleggendolo più volte e optando per la sua linea politica”.

Così, a distanza di tempo – si legge ancora – “l’assassinio di Rabin si è rivelato uno degli omicidi politici più riusciti dell’era moderna che deve il suo successo non solo alla mano ferma del killer ma anche al popolo di Israele, il quale ha aiutato l’assassino a promuovere la sua visione ideologica”.

(com.unica, 30 ottobre 2015)

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