Senza la creazione di una “safe zone” per controllare Assad e fermare l’Isis a cavallo fra Turchia e Siria “risulterà inevitabile che sette milioni di persone intraprendano il viaggio verso l’Europa”. Questo l’appello del primo ministro turco Ahmet Davutoğlu indirizzato ai ventotto leader europei che si riuniranno domani per un vertice a Bruxelles.

“Un accordo con i turchi ha senso se si riduce efficacemente l’afflusso di rifugiati, le concessioni saranno giustificate solo se si raggiunge questo obiettivo”. Sono parole del presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, che teme la Russia e come la Nato pensa che più che aiutare a combattere Assad stia aiutando l’Isis.

E dallo Stato Islamico è arrivata ieri la conferma della morte del numero due dell’organizzazione, l’iracheno Fadel Ahmed Abdullah Al Hiyali, rimasto ucciso in un raid aereo statunitense ad agosto, come riporta il Messaggero.

(com.unica, 14 ottobre 2015)

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