Un incontro per coordinarsi militarmente sull’azione in Siria della Russia, scesa in campo al fianco del regime di Bashar Al Assad, contro l’Isis e per ricevere rassicurazioni sulla propria sicurezza: questo lo scopo del premier israeliano Benjamin Netanyahu accolto ieri a Mosca da Vladimir Putin. “Putin ha cercato di tranquillizzare l’ospite coinvolgendo Israele in una consultazione tattico strategica che dovrebbe impedire ‘malaugurati incidenti’ tra le rispettive truppe ormai distanti tra loro solo poche decine di chilometri”.

E se anche per gli Stati Uniti l’entrata in gioco della Russia sembra inevitabile, per Israele è importante assicurarsi che le armi di Mosca non finiscano nelle mani di Hezbollah così come ottenere garanzie sul fatto che Assad che non abbia in mente di attaccare lo Stato ebraico. Una probabilità scongiurata dallo stesso Putin che ha dichiarato: “Nella situazione in cui si trova Assad non ha proprio alcuna voglia di aprirsi un altro fronte”.

(com.unica, 22 settembre 2015)

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