Di ieri la notizia, riportata sulle maggiori testate nazionali, che la Germania si preparerà ad accogliere cinquecentomila migranti all’anno per diversi anni. Una situazione, ha spiegato il vicecancelliere Sigmar Gabriel, che “cambierà il paese radicalmente”.

“Da subito la Germania si propone di creare 150 mila posti letto a prova d’inverno per l’emergenza, assumere tremila poliziotti in tre anni, fornire 400 milioni al ministero degli Esteri per interventi nei Paesi di partenza dei profughi, intensificare la lotta al racket dei migranti, stabilire con chiarezza quali sono i Paesi che producono rifugiati, per sveltire le procedure di asilo”. Se i tedeschi si mostrano aperti all’accoglienza, casi di solidarietà si registrano anche in Italia.

Su “Avvenire” viene riportata la decisione del presidente della Comunità ebraica di Torino Dario Disegni di mettere a disposizione un appartamento per i profughi: “Gli ebrei – ha dichiarato – hanno sperimentato nei secoli sulla propria pelle le persecuzioni e la necessità di trovare accoglienza in paesi ospitali. Dobbiamo fare quindi tutto il possibile per aiutare le popolazioni che sperimentano l’odio e la guerra”.

Un tema, quello dell’accoglienza, ricorda Avvenire, protagonista del discorso del presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna durante la Giornata Europea della Cultura Ebraica: “L’ebraismo si basa su solidi principi e profonde radici che contemplano l’obbligo dell’accoglienza e del rispetto del diverso e dello straniero. La storia e le tradizioni ebraiche sono quelle di un popolo che convive da millenni in mezzo ad altri popoli. L’accoglienza e il rispetto di altre fedi e culture risalgono alle origini stesse dell’ebraismo”.

(com.unica, 9 settembre 2015

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