Suscita sconcerto e perplessità la notizia che la città di Recanati abbia concesso una sala pubblica per proiettare il docufilm dell’attivista anti-israeliana Samantha Comizzoli dal titolo “Israele: il cancro”. “Il nostro – ha detto il sindaco di centrosinistra al ‘Corriere’ – è stato un patrocinio tecnico. Il Comune non ha partecipato all’organizzazione della serata. Il sì era praticamente automatico: non amo esercitare censure preventive”.

Va ricordato come  che la Comizzoli sia nota “per la foto che la ritrae, sorridente, mentre fa il segno ‘tre’ con la mano all’indomani dell’assassinio di tre adolescenti israeliani rapiti vicino a Hebron nel 2014, tragico antefatto della guerra di Gaza dell’estate scorsa”.

(com.unica 7 settembre 2015)

 

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