Appare sempre più evidente che la criminale esecuzione dell’anziano archeologo Khaled Al Assad si inscriva nel piano dell’Isis di cancellare ogni traccia di civiltà precedente a quella della venuta di Maometto e allo stesso tempo utilizzare le opere d’arte trafugate per autofinanziarsi.

In un recente rapporto dell’Unesco pubblicato a luglio la direttrice Irina Bokova aveva parlato apertamente di pulizia etnica culturale che punta ad eliminare qualsiasi fonte di diversità e pluralismo per sostituirle con una visione ristretta e limitata della società. Una visione che non accetta l’idea di tolleranza e rifiuta il concetto di umanità concepita come la suddivisione di diritti tra singole comunità.

Si tratta di un saccheggio sistematico – fa notare oggi sulla Stampa l’inviato a Gerusalemme Maurizio Molinari. Una vera e propria razzia che in Irak come in Siria, vede i miliziani del Califfo Abu Bakr al-Baghdadi assumere il controllo di un sito archeologico “idolatra”, effettuare alcune distruzioni simboliche e poi consentire ai trafficanti d’arte antica di insediarvisi ed effettuare scavi per asportare ogni oggetto, imponendo una tassa pari al 20 per cento del valore di mercato.

L’articolo di Molinari sottolinea anche che oltre al business e alle motivazioni jihadiste ci sarebbe anche un altro tassello importante: la guerra segreta dell’Isis contro i cosiddetti “Rescue Archeologists”, gli “archeologi di soccorso” che il governo britannico ha deciso quest’anno di formare, assieme a «Blue Shield» della Croce Rossa Internazionale, per inviarli in Siria ed Iraq al fine di ostacolare le devastazioni.

Addestrati dalle truppe speciali del Regno Unito – scrive ancora l’inviato della Stampa – e sostenuti dall’esperienza di archeologi occidentali veterani degli scavi in Medio Oriente, i “Rescue Archeologists” possono operare con efficacia grazie al sostegno di una rete di archeologi ed esperti locali come Khaled al-Asaad. Per questo motivo l’anziano archeologo era ritenuto dai jihadisti uno a cui dare la caccia in quanto uno dei nemici più pericolosi.

(com.unica/20 agosto 2015)

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