Una donna di origine ebraica, portando il figlio a tagliare i capelli da un parrucchiere della catena L’Italiano a Milano, ha trovato tra gli scaffali, disponibile per la lettura da parte dei clienti, un volume del “Mein Kampf” di Adolf Hitler.

Il racconto dell’accaduto sui social network ha quindi portato all’intervento di Daniele Nahum, responsabile milanese della Cultura del Partito Democratico. Il tema viene riproposto oggi, con intento delegittimatorio di tale intervento, dal quotidiano “Libero” nella sua edizione milanese che scrive: “Nessun atto di antisemitismo. Quel volume è stato semplicemente un caso.

Lo spiega il responsabile Sebastiano Liso, sostenendo che qualche cliente lo ha lasciato nell’area book crossing del negozio”. Afferma Liso: “Quando ho sentito telefonicamente gli esponenti nazionali della Comunità ebraica mi hanno tranquillizzato, dicendomi che era tutto a posto”.

(com.unica, 2 agosto 2015)

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