A Castellabate, uno dei più rinomati centri balneari della Costiera Cilentana e località di notevole interesse storico culturale del Parco nazionale del Cilento, in questi giorni fervono i preparativi per la quarta edizione del Premio Pio Alferano. La Manifestazione, in programma sabato 25 luglio al Castello dell’Abate, nel Belvedere San Costabile, è organizzata dalla Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito in collaborazione con il Comune.

La serata, condotta dal giornalista Nicola Porro, avrà inizio alle 21 con la consegna del premio da parte di Vittorio Sgarbi, Direttore Artistico della Fondazione Pio Alferano. Interverranno alla cerimonia anche il Sindaco di Castellabate Costabile Spinelli e Giorgio Cancellieri, Presidente onorario della Fondazione. Ogni anno la Fondazione, presieduta da Santino Carta, conferisce il premio a personalità che, in ambiti diversi, si sono impegnate a valorizzare e tutelare arte, cultura, tradizione e ambiente, nel rispetto della bellezza intesa come valore estetico, morale e sociale.

Quest’anno il premio sarà rappresentato simbolicamente dalla scultura In attesa del maestro Antonio Nocera e con esso saranno insigniti, secondo quanto deciso dal Consiglio della Fondazione, otto personalità e un Comune italiano:

Roger Abravanel, editorialista e saggista; Giampaolo Cagnin, collezionista d’arte; Roberto Conforti, Generale dei Carabinieri; Oscar Farinetti, fondatore della catena Eataly; Maurizio Gambini, Sindaco di Urbino in rappresentanza della sua città; Fulvio Pierangelini, chef simbolo della cucina mediterranea; Pier Luigi Pizzi, regista e scenografo teatrale; Fabio Roversi Monaco, giurista e accademico; Edoardo Winspeare, regista e attore cinematografico.

Quindi, alle ore 23, il pubblico sarà invitato a seguire Vittorio Sgarbi e Camillo Langone nell’inaugurazione di tre mostre d’arte, ospitate nel Castello dell’Abate, che saranno aperte al pubblico fino al 31 agosto 2015:

  • Su tela e su tavola – arte nella terra della dieta mediterranea, a cura di Santino Carta, Camillo Langone e Vittorio Sgarbi. L’esposizione ha l’obiettivo di presentare al pubblico le opere di 46 artisti che hanno preso parte a un concorso d’arte ispirato ai princìpi di Expo 2015, creando una sinergia tra arte e cibo all’insegna di uno dei massimi patrimoni della nostra cultura culinaria, quella che il biologo e fisiologo statunitense Ancel Keys denominò dieta mediterranea.
  • Mani e Papi, personale del pittore Giovanni Gasparro. L’enigmatico titolo della mostra altro non è che la sintesi dell’arte del giovane artista pugliese agli occhi del curatore della mostra, Camillo Langone. È l’artista stesso a spiegare il motivo per cui, in molte delle sue originalissime opere, appaiono le mani: “Nella mia pittura la moltiplicazione dei corpi e delle mani suggerisce la molteplicità della percezione, è un’animazione prima spirituale che fisica”.
  • Sogni acrobatici, personale del pittore Raimondo Lorenzetti, a cura di Vittorio Sgarbi. Lorenzetti è un intagliatore veneto, nato nel 1948, timido e introverso, dedicatosi da autodidatta alla pittura che diventa per lui un veicolo per esprimere inquietudini e fantasie.

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La Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito

La Fondazione è intitolata al Generale dei Carabinieri Pio Alferano e alla sua consorte. Durante la sua carriera, il Generale Alferano si è distinto per l’impegno a tutela della legalità e dell’arte e ha svolto un ruolo determinante al comando del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri. Sotto la sua guida e grazie alla sua attività investigativa, negli anni Settanta furono ritrovate opere d’arte di inestimabile valore che erano state illecitamente sottratte. Obiettivo è quello di promuovere la cultura del rispetto per la natura e per l’arte in tutte le sue forme ed espressioni, offrire visibilità a giovani artisti, dare risalto a scoperte storiche e archeologiche, collaborare attivamente alla tutela di monumenti e risorse naturali a rischio di degrado o di scomparsa.

(com.unica/24 luglio 2015)

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