Il Memoriale della Shoah di Milano ha accolto ieri sera i primi ospiti, alcuni profughi eritrei, in un’iniziativa volta a dare una risposta concreta all’emergenza umanitaria legata ai migranti provenienti dall’Africa. 35 brandine sono state disposte all’interno del luogo simbolo a Milano della Memoria della Shoah.

“Viviamo ogni giorno all’ombra della scritta “indifferenza” che abbiamo voluto mettere qui all’ingresso del Memoriale – spiega Roberto Jarach, vicepresidente della Fondazione. Quando abbiamo capito che c’era l’opportunità di fare qualcosa per aiutare questa gente in mezzo a questa tragedia, ci siamo detti ecco la nostra missione, non possiamo voltare la testa dall’altra parte”. L’accoglienza dei profughi è gestita dalla Comunità di Sant’Egidio che potrà contare anche sull’aiuto di “un’associazione medica della comunità ebraica che collaborerà con la Asl per il controllo medico degli ospiti”.

Oggi pomeriggio (ore 16), inoltre, il Memoriale sarà teatro dell’incontro “Il peccato dell’indifferenza. L’Europa e i perseguitati di oggi e di ieri”, con protagonista la Testimone Liliana Segre, assieme al presidente della Fondazione del Memoriale Ferruccio De Bortoli, il sociologo Luigi Manconi, il giornalista Gad Lerner e Seble Woldeghiorghis.

(com.unica, 23 giugno 2015)

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