Sono scattate le manette per i “signori di Mafia Capitale”. Custodia cautelare nei confronti di 44 indagati a vario titolo nelle province del Lazio, a L’Aquila, Enna e Catania.

I reati contestati sono pesanti e vanno dall’associazione di tipo mafioso, alla corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori. In manette sono finiti anche il consigliere regionale del Lazio Luca Gramazio, di Forza Italia; l’ex presidente del consiglio comunale di Roma Mirko Coratti e l’ex assessore alla casa del Campidoglio Daniele Ozzimo. Nei guai anche i consiglieri dell’aula Giulio Cesare, Massimo Caprari e Giordano Tredicine; e l’ex presidente del X municipio, quello di Ostia, Andrea Tassone.

Le indagini condotte nell’ambito dell’operazione ‘Mondo di mezzo 2’ hanno documentato, tra l’altro, “il ramificato sistema corruttivo finalizzato a favorire un cartello d’imprese, non solo riconducibili al sodalizio, interessato alla gestione dei centri di accoglienza e ai consistenti finanziamenti pubblici connessi ai flussi migratori”. E  poi ancora Angelo Scozzafava, ex direttore del quinto dipartimento Promozione dei Servizi Sociali e della salute del Comune di Roma, e Franco Figurelli, della segreteria di Mirko Coratti. Questo l’elenco completo dei destinatari della custodia cautelare in carcere: Massimo Carminati, Salvatore Buzzi, Carlo Maria Guarany, Claudio Caldarelli, Nadia Cerrito, Paolo Di Ninno, già detenuti; Claudio Bolla; Massimo Caprari; Mirko Coratti; Antonio Esposito; Francesco Ferrara; Emilio Gammuto; Luca Gramazio; Michele Nacamulli; Daniele Ozzimo; Angelo Scozzafava; Franco Figurelli; Pierpaolo Pedetti; Fabrizio Fran-co Testa. Sono 25 le persone finite ai domiciliari. Tra loro anche Daniele Pulcini.

I provvedimenti scaturiscono dalla prosecuzione delle indagini avviate nel 2012 dal Ros, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Roma, che il 2 dicembre scorso “avevano consentito un primo intervento nei confronti dell’organizzazione mafiosa facente capo a Massimo Carminati, con l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 37 indagati per associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio ed altri reati, con l’aggravante delle modalità mafiose e per essere l’associazione armata”.

In questa nuova fase sono stati quindi acquisiti “ulteriori elementi in ordine all’esercizio del metodo mafioso da parte del sodalizio, confermato anche dalle testimonianze rese da diversi imprenditori vittime”. È stata “acclarata, inoltre, la centralità, nelle complessive dinamiche dell’organizzazione mafiosa diretta da Carminati, di Salvatore Buzzi, riferimento di una rete di cooperative sociali che si sono assicurate, nel tempo, mediante pratiche corruttive e rapporti collusivi, numerosi appalti e finanziamenti della Regione Lazio, del Comune di Roma e delle aziende municipalizzate”.

Il sindaco di Roma Ignazio Marino commentando i nuovi arresti ha dichiarato: “Sono estremamente felice ed orgoglioso del lavoro del procuratore Pignatone. Il procuratore, dal suo punto di vista e dalla sua area di lavoro, sta svolgendo lo stesso tipo di compito che noi stiamo svolgendo dal punto di vista amministrativo”. E così ha concluso:  “Credo che la politica nel passato abbia dato un cattivo esempio. Oggi, sia in Campidoglio che in alcune aree strategicamente molto toccate come Ostia, abbiamo persone perbene che vogliono ridare la qualità di vita e tutti i diritti e la dignità che la Capitale d’Italia merita”.

(com.unica, 4 giugno 2015)

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