Il 4 e 5 giugno, nella Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto (Biblioteca della Camera dei deputati) si terrà  il 5° Convegno Donne e Religioni, promosso dall’Associazione culturale “…sound’s good!”. Scopo del convegno è quello di  illustrare in maniera efficace, fotografandola nel tempo e nei diversi aspetti del vivere sociale, la condizione femminile. Perché la scelta del confronto in rapporto alle religioni, seppur affrontato attraverso lo sguardo laico, scientifico, teologico e sovrastrutturale delle istituzioni e dei tanti modi di associarsi? Perché la spiritualità è il livello più intimo con il quale l’umanità abbia cercato di porsi delle regole valide per tutti e di farlo educando e forgiando le menti all’uso sociale, cooperativo, coordinato, delle proprie capacità: la religione è stata da subito lo strumento principe per ogni essere umano, di darsi una ragione, e un ‘rifugio’ supremo, per affrontare la maestosità di un universo ricco e complesso. Il tema di quest’anno Sottomissione o libero arbitrio?, riecheggia le parole che il mondo globalizzato si rilancia per definire le criticità che tutti ci riguardano e che coinvolgono piani diversi: dall’accoglienza alla distinzione di classe e di genere, alla povertà materiale e culturale, dal rispetto reciproco alla sopraffazione per scopi lucrativi. Le relatrici e i relatori rappresentano efficacemente le diverse posizioni ideali e teoriche all’interno della stessa cultura o religione e spaziano nel tempo (Antichiste e Antropologhe) per rappresentare efficacemente il percorso storico che conduce per mano l’umanità in un percorso nel quale anche le idee più rivoluzionarie possano essere rilette e ricomprese, senza soluzione di continuità. È il caso della presenza di Kate McElwee, dagli Stati Uniti, rappresentante di un corposo movimento che lotta per una maggiore presenza delle donne nel governo della Chiesa Cattolica Romana. Mostafa El Ayoubi, che individua nel ruolo femminile all’interno dell’Islam, e in rapporto alla società ‘occidentale’, il punto di criticità per una fruttuosa e pacifica coesistenza tra culture diverse e Chiara Ferrero, che rappresenta, per contro, il volto attuale della donna occidentale convertita. Le diverse voci dell’Ebraismo spaziano dal Rabbino Capo Riccardo Di Segni alle voci riformatrici di Irene Kajon e Franca Coen. Il Cristianesimo si presenta con un variegato gruppo di studiosi, da Padre Samir a Marinella Perroni e Letizia Tomassone, fino alle rappresentanti dei Comitati di base. La lettura  ‘laica’ è assicurata da tutto l’associazionismo storico, di genere e per ambiti culturali, mentre l’attualità operativa delle donne è certamente ben illustrata dalla presenza della Capitana dell’Esercito Italiano Silvia Greco, di stanza in Afghanistan. 

(com.unica, 3 giugno 2015)

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