Alberto Contador trionfa senza sorprese in corso Sempione a Milano e vince per la seconda volta il Giro d’Italia. Una vittoria sotto molti aspetti annunciata, quella dello spagnolo, ma non per questo meno facile. Anzi. Fino a ieri, i rivali più agguerriti, Aru e e Landa, rispettivamente secondo e terzo sul podio milanese (con Visconti in maglia azzurra di leader del Gpm e Nizzolo con quella rossa di detentore della classifica a punti), hanno provato a detronizzarlo, con un’azione di forza sullo sterrato del Colle delle Finestre. Sul crinale della “Cima Coppi”, nell’unico giorno di autentica crisi, il “Pistolero” è arrivato a pezzi, ma non ha mollato, come del resto non si era lasciato andare lo stesso Aru in altre tappe drammatiche, come quella del Mortirolo con l’arrivo sull’Aprica. Contador è il ‘conquistador’ della corsa rosa fra le più dure degli ultimi anni, un corridore per ogni stagione, completo, esperto, forte, bravo e capace a gestire anche le situazioni più complicate. Lo spagnolo, alla vigilia della stagione, ha annunciato di voler puntare alla doppietta Giro-Tour e ha già percorso metà del proprio cammino. Scontata la vittoria di Contador, il trionfatore morale della corsa può essere considerato Fabio Aru, per il quale il pubblico si è spellato le mani anche ieri a Milano. Il ‘Tamburino sardo’ ha vinto due tappe mitiche e ha visto assottigliare il proprio ritardo dalla maglia rosa, che è riuscito a indossare. Il futuro è suo.

(com.unica, 1 giugno 2015)

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