L’architetto-artista Nicola Tella espone alcune sue opere a Tivoli, nell’ambito di Maggio Libri ed in occasione del 3230° Natale di Tivoli,  nelle manifestazioni in calendario SeminarLibri e Vicoli di carta di scena nella cornice architettonica della cappella dell’ex Seminario vescovile tra testi in antico regime tipografico di classici della letteratura Divina Commedia con incisioni di Duret.  

Di seguito la presentazione di Francesca Maccaroni:

Dice Tella l’artificio umano per eccellenza è la pagina scritta. La degenerazione fisica della pagina scritta ripete e rinnova il conflitto archetipico tra azione umana e reazione della natura. La corruttibilità della carta, la materia di cui è fatto il testo, il suo lento trasformarsi e macerarsi ci pone davanti all’inesorabile caducità del documento cartaceo. E l’indifferenza del fenomeno naturale rispetto alle sorti dell’uomo si proietta nelle strane, ironiche corrispondenze che la degenerazione della pagina determina in questi documenti. Così un testo di classificazione del mondo dei funghi genera funghi, un testo sulle api genera alveari, uno sui labirinti produce gli intrigati dedali di un termitaio”.  

Nicola Tella è per noi un alchimista della pagina scritta. Al pari della natura e dotato di capacità immaginifica trasforma la pagina scritta o quel che ne resta nell’oggetto stesso che la pagina racconta. Fungo alveare dedalo … il libro prende forma. La carta libro parola diventa forma. Da vero e proprio artista alchimista trasforma la pagina, la anima di un nuovo linguaggio, la rende plastica. Davanti a questo linguaggio del libro a noi non resta che guardare stupiti e affascinati. Il tutto ci scorre davanti agli occhi in un flusso continuo nella fusione dei vari processi, l’opera dell’uomo il libro, la degenerazione prodotta dalla natura sulla pagina scritta e infine la metamorfosi operata dall’artista alchimista. Tella è architetto umanista scenografo. È un artista che mette in scena la grafia, la scrittura. Un artista che anima come fanno i più grandi scenografi la scrittura. Libera la fantasia mettendo a servizio del linguaggio scritto la capacità costruttiva e visionaria dell’artista-architetto.  Questi lavori sono parte di una ricostruzione perfetta e millimetrica di antichi tomi di classificazione scientifica dove al lavorio della natura, con le trasformazioni che questa opera sulla carta corrodendola macerandola, si innesta la fantasia creatrice dell’artista che trasforma ulteriormente questo processo già in atto e dà corpo alla parola, quasi in un’ideale continuazione dell’intervento della natura. Un alchimista nulla crea nulla distrugge tutto trasforma. Ecco quindi prendere corpo dal manuale di classificazione dei funghi grandi funghi tridimensionali come un ologramma cartaceo del contenuto del libro.  È lì nel preciso fantastico passaggio dal contenuto alla forma che interviene l’opera scenografica di Nicola Tella. Umanista antico e futuro insieme fonde la padronanza delle arti e delle scienze manipolando il libro simbolo di conoscenza con intelletto e capacità costruttiva. Plasmando, animando la carta-parola in immagine la sua arte si veicola veloce e immediata e lo fa con l’elemento libro discusso amato e mai in altri tempi così in bilico tra conservazione e dissoluzione. Adesso che la parola si fa sempre più immagine virtuale che si fa libro che non c’è, questa di Tella è libro concetto carta parola immagine memoria.

(Francesca Maccaroni/com.unica, 23 maggio 2015)

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