Parafrasando un celebre racconto di Osvaldo Soriano, quello di oggi potremmo definirlo il derby più lungo del mondo: per l’importanza della posta in palio e per le polemiche innescate dal rinvio della gara chiesto e ottenuto da Lotito, per non parlare degli infiniti dibattiti sul rischio incombente del classico “biscotto”.

Poi per fortuna il rumore di fondo sfuma e la parola passa al campo: è quello che conta. La Roma si presenta più coperta rispetto alle precedenti esibizioni: a centrocampo Keita prende il posto di Pianic e sulla fascia destra Florenzi gioca più alto sulla fascia destra, dove nel ruolo di terzino viene schierato Torosidis. La Lazio adotta invece uno schieramento più spregiudicato, con il recupero di Biglia davanti alla difesa, e il classico 4-2-3-1 che vede Candreva e Felipe Anderson a scambiarsi le due fasce d’attacco, con Mauri al centro dietro a Klose. Ed è proprio di Klose la prima palla gol della partita: Torosidis regala un pallone a Candreva che crossa immediatamente per il centravanti tedesco appostato a pochi passi dalla porta: colpo di testa a volo d’angelo e palla a lato di pochissimo. Scampato il pericolo la Roma prende le misure ai biancocelesti e i centrali difensivi appaiono insuperabili, ben protetti da De Rossi e Keita. I giallorossi si limitano però per tutto il primo tempo a controllare gli avversari, con le due ali Florenzi e Iturbe che arretrano spesso a fare i terzini. Si fanno vedere poco dalle parti di Marchetti, dove Totti risulta inoffensivo e viene regolarmente ingabbiato con facilità nelle maglie della difesa avversaria.

Nella ripresa le due squadre appaiono sempre contratte, hanno paura di scoprirsi. La vera svolta arriverà con l’ingresso in campo di Ibarbo al posto di Totti e di Pianic per Keita. La classe di Pianic e la velocità del colombiano faranno la differenza: sarà proprio la mezzala bosniaca a far partire un’azione da metà campo al 29°, palla a Naingolan che s’invola verso l’area avversaria, poi allarga per Ibarbo che dalla linea di fondo mette al centro per l’accorrente Iturbe: tocco da pochi passi e niente da fare per Marchetti. La Lazio risponde immediatamente e coglie il pareggio con il nuovo entrante Djordjevic dopo soli 7 minuti: cross dalla trequarti sinistra di Felipe Anderson, Klose fa da torre in mezzo per l’attaccante serbo che, sempre di testa, insacca da un metro. A questo punto la Roma trova energie per spingere ancora e al 41°, su punizione dalla tre quarti destra di Pianic sarà Yanga-Mbiwa a battere nuovamente Marchetti con un perfetto colpo di testa angolato sul quale il numero uno biancoceleste arriva lievemente in ritardo.

La partita finisce con la Roma che conquista in un colpo solo derby e il secondo posto che garantisce l’accesso diretto alla Champions: il modo migliore per salvare una stagione a tratti deludente. Grande festa e tripudio sugli spalti e in campo, con Totti e compagni che sfoggiano per l’occasione magliette con scritte sarcastiche e parole di sfottò all’indirizzo di Lotito. Per la Lazio ora sarà decisivo lo scontro diretto contro il Napoli domenica prossima al San Paolo: non dovrà perdere per accedere ai preliminari della più prestigiosa competizione continentale.

Le pagelle

Lazio (4-2-3-1): Marchetti 5,5; Basta 6,5, De Vrij 6, Gentiletti 5,5, Lulic 5 (Cavanda 5,5); Parolo 6, Biglia 6 (Cataldi 5,5); Candreva 6,5, Mauri 5,5 (Djordjevic 6,5), Felipe Anderson 6; Klose 5.

Roma (4-3-3): De Sanctis 6; Torosidis 5,5, Manolas 7, Yanga-Mbiwa 6,5, Holebas 6; Keita 6 (Pianic 7), De Rossi 7, Nainggolan 7; Florenzi 6,5, Totti 5 (Ibarbo 6,5), Iturbe 7 (Doumbia S.V.).

(com.unica, 25 maggio 2015)

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