Ancora tanti dubbi legati all’arresto avvenuto con un mandato di cattura internazionale del 22enne marocchino arrivato in Italia a febbraio salvato dal naufragio di un barcone Abdel Majid Touil, fermato a Gaggiano, a pochi chilometri da Milano, con l’accusa di essere tra gli autori della strage del museo del Bardo di Tunisi del 18 marzo scorso. Dal Viminale arriva un invito alla “cautela”, mentre Palazzo Chigi afferma che è necessario “attendere la documentazione da Tunisi per avere un quadro più chiaro” del ruolo di Touil nell’attentato. Senza precedenti, regolarmente in classe a Trezzano sul Naviglio nei giorni della strage secondo gli insegnanti, nessuna resistenza al momento dell’arresto, i vertici dell’antiterrorismo hanno chiarito che Touil non risulta tra i frequentatori dei centri islamici e il suo nome non è mai stato al centro degli ‘alert’ delle agenzie di intelligence di altri Paesi. In Italia è in corso una accesa polemica politica, con Lega Nord, Cinque Stelle, Forza Italia e Fratelli d’Italia che chiedono un passo indietro del ministro dell’Interno Angelino Alfano. Il quale commenta: “Siamo l’unico Paese al mondo dove c’è un’opposizione che protesta perché è stato arrestato un sospettato di terrorismo, invece di dire che il sistema ha funzionato”.

(com.unica, 21 maggio 2105)

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