“Vogliamo lavorare insieme alla Libia, non contro la Libia”, così il capo della diplomazia europea Federica Mogherini, oggi impegnata in una missione in Israele, in un’intervista su Avvenire sulla questione dei migranti che sta dividendo i paesi dell’Ue. Perché se c’è unanimità di intenti nell’intervenire militarmente sulle coste libiche per fermare gli scafisti (missione che, come ha spiegato il ministro della Difesa Roberta Pinotti , dovrebbe essere guidata dall’Italia e per cui si attende il via libera della Libia), non così per la famosa spartizione tra i paesi dell’Unione Europea delle quote di migranti. Il progetto della Commissione Ue è stato bocciato dalla Francia, con il presidente Hollande contrario ad accogliere “quote di immigrati”. “I Paesi europei devono accettare le quote, non è che mandano le navi e lasciano gli immigrati a Pozzallo. È una partita complicata, ma gli europei devono avere la consapevolezza che qui non c’è in ballo l’Italia, ma la dignità dell’Europa”, ha dichiarato il primo ministro Renzi, che su un possibile intervento militare in Libia ha esplicitamente detto che l’Italia non si muoverà senza l’Onu (“Io non mando le nostre truppe a farsi sgozzare in Libia senza un impegno della comunità internazionale”, il virgolettato del Premier in un’intervista andata in onda ieri notte su Porta a Porta.

(com.unica, 20 maggio 2015)

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