La Libia sta diventando la base dell’Isis del nord Africa che da qui vorrebbe lanciare i suoi attacchi all’Europa. A lanciare l’allarme il Pentagono americano: fonti al suo interno, interpellate dal quotidiano Wall Street Journal, affermano che il Califfato “ha inviato soldi, addestratori e militanti, per costruire una vera presenza nel Paese, che sarebbe già operativa” e starebbe pianificando di colpire l’Europa e il vicino Egitto. In una riunione strategica tenutasi lo scorso marzo e legata alla battaglia contro i jihadisti dello Stato Islamico, “l’ex generale americano Allen, che guida la coalizione anti Isis, aveva detto che gli alleati, inclusi gli Stati Uniti, dovevano essere pronti ad aiutare militarmente gli amici come l’Italia che ‘hanno questo pericolo davanti alle coste’”.

Intanto in Iraq, le milizie iraniane si preparano a intervenire per aiutare il governo di Baghdad – fino ad ora cauto nei confronti di Teheran – per combattere la minaccia dell’Isis. “L’occasione che l’Iran cercava per entrare in Iraq”, ha detto a Maurizio Molinari su La Stampa, Jonathan Schanzer, ex analista di intelligence sul Medio Oriente per il ministero del Tesoro Usa.

(com.unica, 20 maggio 2015)

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