Spazio sui quotidiani di ieri all’incontro tenutosi ieri in Vaticano tra papa Bergoglio e il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas. Un’udienza, spiega l’Osservatore Romano, (da sottolineare come il quotidiano vaticano definisca Abbas “presidente dello Stato di Palestina), in cui si è parlato dell’accordo in via di definizione tra Santa Sede e autorità palestinese così come dei negoziati di pace con Israele. L’auspicio espresso dal Vaticano è “che si possano riprendere i negoziati diretti tra le parti per trovare una soluzione giusta e duratura al conflitto. A tale scopo si è ribadito l’augurio che, con il sostegno della comunità internazionale, israeliani e palestinesi prendano con determinazione decisioni coraggiose a favore della pace”. Il tentativo palestinese, come rivela l’irritazione espressa dall’ambasciatore israeliano presso la Santa Sede Zion Evrony, è di usare l’arma diplomatica per costringere Israele a riconoscere lo Stato palestinese. “È increscioso che Abu Mazen usi forum internazionali per attaccare Israele e si astenga dal tornare ai negoziati che sono il giusto modo di attuare una soluzione di pace”, il commento dell’ambasciatore. Molta risonanza sui media (La Repubblica  e Sole 24 Ore, tra gli altri) hanno poi avuto le parole di Bergoglio durante il conferimento di una medaglia al presidente dell’Anp. “Questa medaglia distrugge lo spirito cattivo della guerra. Lei sia un angelo di pace”, l’auspicio rivolto dal pontefice ad Abu Mazen, protagonista lo scorso anno di un incontro in Vaticano con l’allora presidente di Israele Shimon Peres.

(com.unica, 18 maggio 2015)

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