Il suo obiettivo è quello di cambiare la totalità dell’infrastruttura energetica mondiale per renderla totalmente sostenibile. Il sogno di Elon Musk (l’amministratore delegato e fondatore dell’azienda californiana Tesla Motors) di cambiare profondamente il modo con cui utilizziamo l’energia, potrebbe diventare realtà grazie a Powerwall, la nuova batteria ricaricabile a ioni di litio da 7 a 10 kilowatt orari, in grado di immagazzinare l’energia prodotta in eccesso per essere utilizzata in un secondo tempo anche quando il sole non splende a sufficienza. A progettare, produrre e vendere Powerwall sarà Tesla Energy, un ramo di Tesla Motors, azienda specializzata nella produzione di auto elettriche.

La batteria, annunciata come il tassello mancante fra l’energia solare e la mobilità elettrica, è stata presentata ufficialmente nei giorni scorsi dallo stesso Musk a Hawthorne, in California. Dotata di un design molto gradevole, può essere fissata nel muro di una casa o in garage e dovrebbe essere in grado di rendere le abitazioni equipaggiate da pannelli fotovoltaici totalmente indipendenti dalle reti elettriche. Sarà installata da tecnici specializzati e potrà essere controllata a distanza via web.

Si potrà acquistare sul mercato statunitense già dalla prossima estate al costo di 3.500 dollari, mentre a partire dal prossimo anno sarà disponibile anche negli altri paesi. Il mercato tedesco in particolare sembra essere quello più promettente per l’azienda americana, dal momento che la Germania è la nazione che più di ogni altra ha puntato sui sistemi fotovoltaici. Ma come è stato spiegato dai dirigenti di Tesla, anche i paesi poco sviluppati, dove le reti elettriche sono insufficienti e spesso inaffidabili, dovrebbero trarre un grande beneficio da questa innovazione. “Le nostre batterie – ha spiegato Musk – potrebbero giocare un ruolo analogo a quello avuto dalla telefonia mobile rispetto alle linee tradizionali. “Senza contare – ha aggiunto – che grazie ad esse avremo finalmente l’opportunità di azzerare le emissioni di anidride carbonica che abbiamo ancora con i combustibili fossili”.

Non c’è dubbio che se questi auspici così ambiziosi fossero anche solo in parte confermati, Elon Musk entrerebbe a far parte a pieno titolo del Pantheon dei più grandi innovatori degli ultimi cinquant’anni, da collocare almeno sullo stesso piano di esponenti di punta dell’information technology come Steve Jobs, Bill Gates e i creatori di Google e di Facebook. Sulla stampa statunitense qualcuno è arrivato ad accostarlo persino a Thomas Edison, il padre della rivoluzione industriale.

Nato nel 1971 a Pretoria in Sudafrica, dopo studi universitari in Canada e a Stanford Elon Musk si è fatto conoscere dal grande pubblico grazie alla creazione di Zip2, una piattaforma informatica per la gestione di contenuti online, che è stata adottata da molti giornali statunitensi, a cominciare dal prestigioso New York Times. Quindi altri progetti innovativi e vincenti: da Paypal (acquistato nel 2002 da Ebay per oltre un miliardo di dollari) a SpaceX la società privata specializzata in viaggi spaziali; infine Tesla Motors, l’azienda produttrice di auto elettriche che prende il nome dal grande inventore serbo Nikola Tesla, conosciuto per aver offerto, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, contributi decisivi nel campo dell’elettromagnetismo.

(Sebastiano Catte, com.unica 3 maggio 2015)

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