“II 25 aprile fu lo sbocco di un vero e proprio moto di popolo: la qualifica di ‘resistenti’ va estesa non solo ai partigiani, ma ai militari che rifiutarono di arruolarsi nelle brigate nere e a tutte le donne e gli uomini che, per le ragioni più diverse, rischiarono la vita per nascondere un ebreo, per aiutare un militare alleato o sostenere chi combatteva in montagna o nelle città”.

Così il capo dello Stato Sergio Mattarella in una intervista a La Repubblica alla vigilia del settantesimo anniversario della Liberazione. Dopo aver evidenziato l’importanza della riaffermazione dei valori democratici per i quali combattè la Resistenza, Mattarella sottolinea l’esigenza di non creare ambigue sovrapposizioni con Salò: “Da una parte si combatteva per la libertà, dall’altra per la sopraffazione”.

Domani a mezzogiorno il presidente della Repubblica parteciperà alle celebrazioni al Piccolo Teatro di Milano.

(com.unica, 24 aprile 2015)

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